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Capire il plagio
13/08/2026

Plagio: tutto quello che c’è da sapere

Punti chiave

– In italiano la parola plagio ha due significati distinti: il plagio letterario e accademico, e il plagio inteso come soggiogamento psicologico.

– Il plagio accademico consiste nell’utilizzare il lavoro altrui senza indicarne la fonte.

– L’intenzione non fa parte della definizione: si può incorrere nel plagio per una semplice dimenticanza.

– Il diritto d’autore tutela la forma espressiva, non l’idea. Per questo riprendere un’idea senza citarla è scorretto sul piano accademico anche quando non costituisce violazione del diritto d’autore.

Capire il plagio

Poche parole italiane sono ambigue quanto « plagio ». A seconda del contesto indica due realtà che non hanno nulla in comune. Questo articolo chiarisce la distinzione, poi si concentra sul plagio accademico: che cosa comprende, quali forme assume, e che cosa succede davvero quando viene rilevato in una tesi.

1. I due significati di « plagio »

Il primo significato è quello letterario e accademico: appropriarsi del lavoro, delle parole o delle idee di un’altra persona presentandole come proprie. È il senso di cui si occupa questo articolo.

Il secondo è psicologico: la condizione di chi viene sottoposto al potere di un altro fino a perdere autonomia di giudizio. È il senso che ritroviamo in espressioni come « essere plagiato » o « plagiare una persona ».

Questo secondo significato ha avuto una vita giuridica precisa. L’articolo 603 del codice penale puniva con la reclusione da cinque a quindici anni chi sottoponeva una persona al proprio potere « in modo da ridurla in totale stato di soggezione ». La Corte costituzionale ne ha dichiarato l’illegittimità con la sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981, per contrasto con il principio di tassatività della fattispecie penale sancito dall’articolo 25 della Costituzione. Da allora il plagio psicologico non costituisce più un reato autonomo nell’ordinamento italiano, e diverse proposte di legge hanno tentato di colmare quel vuoto.

Se sta cercando informazioni su questo secondo significato, questo articolo non è il riferimento più utile. Da qui in avanti « plagio » indica esclusivamente il plagio accademico.

2. Che cos’è il plagio accademico

Il plagio accademico consiste nell’utilizzare il lavoro, le parole, i dati o le idee di un’altra persona senza indicarne la fonte. Due elementi bastano a configurarlo: un prestito, e l’assenza di attribuzione.

Si noti che cosa manca da questa definizione: l’intenzione. Si può incorrere nel plagio senza volerlo, per una virgoletta dimenticata o per una parafrasi rimasta troppo aderente all’originale.

plagio significato

Il punto che quasi nessuno spiega

La legge 22 aprile 1941 n. 633 tutela le opere dell’ingegno, ma tutela la forma in cui un’idea viene espressa, non l’idea in sé. Un’idea, un metodo, una teoria non sono di per sé oggetto di protezione.

La conseguenza è concreta. Riprendere il ragionamento di uno studioso, riformulandolo interamente con parole proprie e senza citarlo, difficilmente configura una violazione del diritto d’autore. Resta però un plagio accademico a tutti gli effetti. Un elaborato serve a misurare che cosa sa fare chi lo firma: presentare come proprio un ragionamento altrui ne annulla lo scopo, indipendentemente da come la questione si ponga sul piano civilistico.

3. Le forme di plagio

Copia letterale.

Riprodurre un passaggio parola per parola, senza virgolette né riferimento bibliografico. La forma più nota e la più semplice da individuare.
→ Che cos’è il plagio integrale

plagiato - plagi

Parafrasi non attribuita

Riformulare l’idea di un autore con parole proprie, senza citare la fonte. È di gran lunga la forma più frequente, perché in molti ritengono che cambiare le parole basti. Non basta. Se l’idea non è sua, la fonte va citata, anche quando la formulazione è originale.

La parafrasi resta un esercizio raccomandato in una tesi o in qualunque lavoro di ricerca. È il riferimento bibliografico che l’accompagna a fare la differenza.
→ Parafrasare significa plagiare? · Il potere della riformulazione

Plagio da traduzione

Tradurre un testo straniero e inserirlo senza menzionare l’autore originale. Nel riferimento si indicano la lingua originale, l’autore, l’anno di pubblicazione e la fonte, segnalando che il passaggio è stato tradotto.

La stessa regola vale per la parafrasi-traduzione, quando si riprende un’idea sviluppata in una lingua diversa da quella dell’elaborato.
→ Traduzione significa plagio?

Autoplagio

Riutilizzare un proprio lavoro precedente senza segnalarlo. Un medesimo elaborato non può essere valutato due volte. Nulla vieta di riprendere le proprie idee: basta citarsi, come si citerebbe qualunque altro autore.
→ Attenzione all’autoplagio

Immagini, grafici e tabelle

Una fotografia, un’infografica, una tabella sono opere. Si citano come si cita un testo, con autore, titolo, anno e fonte. Un grafico ripreso da un rapporto resta di chi ne ha prodotto i dati, anche se viene ridisegnato.

Ai docenti si applica l’eccezione didattica, che non si estende agli elaborati degli studenti. Dare l’esempio resta il modo più efficace per trasmettere l’abitudine.
→ Immagini e grafiche di pubblico dominio · Il plagio presso gli insegnanti

Citazione indiretta

Citare un autore che non si è letto, riprendendo il riferimento trovato in un altro testo. Il rischio è doppio: si propagano eventuali errori di trascrizione e si lascia intendere una lettura mai fatta. La regola è indicare entrambe le fonti, primaria e secondaria.
→ Fonti primarie e secondarie

Fonti senza autore identificato

Una pagina web anonima, una voce di enciclopedia collaborativa, un documento istituzionale non firmato restano fonti. L’assenza di un autore non esonera dalla citazione: si sostituisce il nome con « Autore anonimo » e per il resto si procede come per ogni altra citazione, con virgolette, corsivo, norma di citazione e presenza in bibliografia.
→ Come citare una fonte anonima

Notorietà pubblica mal valutata

Un’informazione di dominio comune non richiede riferimento. Il confine però si sposta: ciò che è noto a tutti in Italia non lo è necessariamente altrove. Il criterio operativo adottato dalla maggior parte delle guide universitarie: se l’informazione compare senza attribuzione in cinque fonti generali indipendenti del suo ambito, è conoscenza comune. Nel dubbio, citi. Un riferimento in più non ha mai fatto perdere punti.
→ Bisogna citare ciò che è di dominio pubblico?

Due situazioni meritano una nota a parte. Le presentazioni, dove le fonti vengono omesse sistematicamente benché le regole di citazione si applichino invariate, e le norme di citazione non rispettate, dove un’intenzione corretta produce un riferimento inutilizzabile. Anche l’uso appropriato delle virgolette rientra in questa attenzione.
→ Le fonti in una presentazione · Norme di citazione: Harvard, APA, Chicago, ABNT · Virgolette basse, alte e caporali

Software antiplagio per studenti

Compilatio Studium segnala i passaggi che assomigliano ad altre fonti e le lascia il tempo di correggerli, con calma, prima della consegna.

4. Il plagio nella tesi di laurea

È il contesto in cui la questione si presenta con maggiore frequenza, e quello in cui le conseguenze sono più serie.

Una tesi si distingue da un elaborato ordinario per tre ragioni. È lunga, quindi il rischio di dimenticanze cresce con il numero di fonti consultate. È il risultato di mesi di lavoro, quindi le fonti si accumulano e la memoria di dove sia stata presa ogni informazione si affievolisce. E soprattutto è l’elaborato che conduce al titolo: un problema rilevato in tesi non si limita a un voto.

plagio definizione giuridica

Tre accorgimenti riducono il rischio in modo sostanziale:

  • Verificare il documento prima della consegna, quando c’è ancora tempo per aggiungere i riferimenti mancanti.
  • Registrare la fonte nel momento in cui si prende l’appunto, non alla fine. La quasi totalità dei plagi involontari nasce da un appunto copiato e poi ritrovato mesi dopo senza sapere da dove venisse.
  • Distinguere visivamente, nei propri appunti, la citazione letterale dalla riformulazione. Un colore, una parentesi, una convenzione qualsiasi, purché costante.

5. Qual è la percentuale di similitudini accettabile

È la domanda più ricorrente, e la risposta delude quasi tutti: nessuna norma fissa una soglia.

cos'è il plagio

Similitudini e plagio non sono la stessa cosa

Un software misura similitudini: la quota di testo che assomiglia ad altri contenuti. Non misura il plagio, che è una valutazione umana sull’origine e sull’attribuzione di quei passaggi.

Lo scarto tra le due grandezze può essere notevole, in entrambe le direzioni.

  • Una tesi giuridica con il 28 % di similitudini può essere ineccepibile: norme citate, giurisprudenza riportata, bibliografia conforme, formule consolidate della disciplina.
  • Un articolo con il 4 % può essere gravemente compromesso, se in quel quattro per cento si trova l’ipotesi centrale, ripresa senza riferimento.

La percentuale indica dove guardare. Non indica che cosa concludere.

Che cosa fanno gli atenei

In assenza di un riferimento esterno, ogni ateneo definisce le proprie soglie di attenzione nel regolamento o nelle linee guida di dipartimento. Il riferimento utile è quello del suo corso di laurea, non una cifra letta online.

Software antiplagio Compilatio

Che Lei debba valutare gli elaborati dei Suoi studenti o verificare il proprio lavoro prima della consegna, Compilatio mostra ogni fonte accanto al passaggio corrispondente e lascia a Lei la lettura.

6. Conseguenze

In Italia non esiste un decreto nazionale che elenchi le sanzioni per il plagio: la materia è rimessa ai regolamenti di disciplina dei singoli atenei. Le risposte più diffuse formano comunque una progressione riconoscibile: richiamo, annullamento della prova, ripetizione dell’elaborato, provvedimenti disciplinari, fino all’annullamento della tesi e alla revoca del titolo nei casi più gravi.

Quest’ultima è la conseguenza che merita più attenzione, perché non ha scadenza. A differenza di un esame non superato, la revoca di un titolo può intervenire anni dopo il conseguimento.

Sul piano della ricerca pubblicata, la conseguenza tipica è la ritrattazione dell’articolo da parte della rivista. La nota di ritrattazione resta permanentemente associata al record nelle banche dati bibliografiche.

Sezione da validare internamente prima della pubblicazione: i riferimenti disciplinari variano da ateneo ad ateneo e meritano una verifica con l’ufficio competente.

FAQ

Il plagio è un reato in Italia?

Il plagio accademico non è un reato autonomo. A seconda dei casi può configurare una violazione della legge 633/1941 sul diritto d’autore, e rientra comunque nei regolamenti disciplinari dell’ateneo. Il « plagio » come reato di soggiogamento psicologico, previsto dall’articolo 603 del codice penale, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale nel 1981.

Si può plagiare senza volerlo?

Sì. L’intenzione non fa parte della definizione. Una virgoletta dimenticata o una parafrasi troppo aderente all’originale sono sufficienti.

Riformulare una frase basta a evitare il plagio?

No. Se l’idea proviene da un’altra persona, la fonte va citata a prescindere dalla formulazione scelta.

Si può plagiare sé stessi?

Sì, è l’autoplagio. Ripresentare un elaborato già valutato senza segnalarlo significa farsi riconoscere due volte lo stesso lavoro.

Un'immagine trovata online va citata?

Sì. Fotografie, schemi e grafici sono opere e si citano con autore, titolo, anno e fonte.

Il plagio in tesi può portare alla revoca della laurea?

Sì. Nei casi più gravi l’ateneo può annullare la tesi e revocare il titolo, anche a distanza di anni dal conseguimento.

Ora sa che cosa comprende il plagio e che cosa comporta. Resta la domanda più utile: come produrre un lavoro la cui autenticità non lasci dubbi? Citazione, parafrasi e gestione delle fonti si decidono mentre si scrive.

Come evitare il plagio?

Scopri i nostri consigli sulle buone pratiche di scrittura per evitare il plagio.

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Jérémy STERN

Da neolaureato, sono convinto che il valore di una laurea dipenda esclusivamente da ciò che si è realmente imparato. Mi impegno ogni giorno per difendere questa convinzione.

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